Il concetto di porre in sicurezza un bene esiste già dall'antichità, basta pensare ai castelli medioevali dove con il fossato e le mura si proteggevano i beni considerati preziosi, allontanando il pericolo con la logica che "più lontano è il pericolo e più il bene è protetto".

Oggi i fossati o le mura sono stati sostituiti dalle tecnologie le quali, se opportunamente installate e gestite, diventano un deterrente per chi vuole introdursi nei luoghi protetti.

In passato le tecnologie hanno messo in evidenza un punto debole degli impianti di sicurezza installati in campo aperto: in molti casi purtroppo creavano problemi di falsi allarmi tanto da renderli col tempo inefficaci o poco affidabili nel considerare quelli reali.

Troppa era infatti l’influenza dell’ambiente esterno, dove le variabili da tenere in considerazione erano molteplici (vegetazione, condizioni climatiche, animali selvatici, vicinanza a ferrovie etc..).

Oggi grazie all'evoluzione delle tecnologie tutto diventa più sicuro ed efficiente, ad esempio grazie agli algoritmi sempre più performanti della video analisi applicata alle telecamere e attraverso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale che permette di mappare i comportamenti e le variazioni in modo da azzerare (quasi) i falsi allarmi.

Riducendo le variabili per eseguire le tarature, e le opere edili di infrastruttura i costi non sono cresciuti, anzi in molti casi addirittura si sono ridotti. Questo sempre che tali realizzazioni siano progettate e realizzate da System Integrator di sicurezza professionali che sono in grado di fornire la giusta tecnologia in base all'esigenza del bene da proteggere.

Tali impianti, monitorati H24 da un SOC professionalmente qualificato diventano un reale ostacolo per chiunque cerchi di introdursi nei luoghi protetti. L'articolo in calce è un ottimo esempio che mette in luce l'importanza della presenza di una protezione perimetrale!