Ultimamente mi sono imbattuto nella valutazione di una nuova centrale intrusione radio e ho potuto constatare con enorme piacere come la configurazione non sia più ostica e inaccessibile ai non addetti ai lavori, ma intuitiva, rapida e facilmente gestibile grazie a un'app ben organizzata e strutturata.

Certamente per far sì che tale prodotto possa funzionare al meglio delle sue potenzialità bisogna conoscere le funzionalità tipiche dei sistemi di allarme.

Un'installazione a regola d'arte da parte di un professionista della sicurezza ci aiuterà sicuramente a rendere efficace il funzionamento del sistema e a raggiungere l'obiettivo prefissato, rendere sicuro il building da proteggere.

Tutto ciò potrebbe tradursi in un'ottimizzazione dei costi installativi e per far sì che sempre più utenti possano avvicinarsi al mondo della sicurezza.

Il tema che mi lascia perplesso, rispetto alle soluzioni del passato, ma che sposa ormai i leitmotiv dei mercati del futuro, è che il tutto funziona grazie a un cloud. Si registra tutto sul cloud e l'app diventa l'interfaccia utente e installatore. A questo punto il gioco è fatto, semplice, intuitivo e veloce, ma da dove nasce la mia perplessità?

Quando l'impianto per qualche motivo dovesse perdere la connessione al cloud, cosa accade? 

Semplice, non funzionerà più in modo corretto. La connessione ci sta portando a far dipendere i nostri prodotti da terze parti, quali i produttori. Perciò, quando acquistiamo un prodotto di sicurezza è necessario affidarsi a professionisti che possano garantire anche sulla sostenibilità nel tempo dei prodotti e del loro corretto funzionamento e, se legato a un cloud, quest'ultimo non dovrà mai smettere di esercitare i suoi servizi.

Questo vale in fondo per tutti quegli hardware che vengono gestiti nella configurazione e nelle funzionalità da un'app che al 99% si appoggiano a dei cloud.