Mezzo milione di utenti italiani ha lasciato i propri dati personali su un sito chiaramente fake che prometteva l’iscrizione per ottenere il reddito di cittadinanza. Cosa ci insegna questo esperimento con forti connotazioni satiriche? Ancora una volta nella sicurezza informatica l’anello debole è rappresentato dalle persone. Si comprende che serve maggiore consapevolezza, educazione e formazione da parte degli utenti sul rischio che si potrebbe correre dalle minacce del web e in questo caso nel lasciare i propri dati personali.

I pericoli risiedono soprattutto nel furto d’identità per ottenere indebitamente denaro, per effettuare frodi informatiche o attacchi cyber mirati.

Questa disinformazione mette non solo in pericolo i privati, ma molto spesso anche le aziende perché questi utenti sono dipendenti e con la stessa leggerezza e poca attenzione potrebbero aprire email non attendibili, cliccare su link pericolosi e diffondere informazioni aziendali sensibili, mettendo a repentaglio la continuità del business stesso dell’impresa.

Ecco perché spetta anche alle aziende, oltre alle scuole e alle istituzioni, il compito di informare e formare i dipendenti sulle minacce e sui pericoli del web.

La formazione del personale che partecipa ai trattamenti dei dati personali in azienda e alle connesse attività di controllo è diventata obbligatoria con il GDPR. Ma quante aziende realmente stanno investendo in formazione?