La sicurezza dei cittadini (come soggetti della comunità, come esseri “residenti” di una municipalità) ha evidentemente guadagnato centralità nell’agenda dei provvedimenti governativi. 

E' altresì evidente (al di là di ogni valutazione o peggio strumentalizzazione di tipo politico per la quale “le videocamere producono visibilità elettorale”) come la sicurezza urbana, la sicurezza cioè di tutti i cittadini nello svolgere le loro attività lavorative e ricreative sul territorio rappresenti un’esigenza, non meno rilevante, sulla quale si concentrano (dove disponibili) gli investimenti dei Comuni, grandi e piccoli. 

Senza "disturbare" i concetti di Smart & Safe City, i Comuni hanno oggi la possibilità anche a fronte di limitate (e spesso legittime) capacità organizzative e indisponibilità di risorse (es. Polizia Comunale) di adottare soluzioni e servizi per un sostanziale contrasto alla micro criminalità. Attraverso la realizzazione di nuove e innovative reti di videosorveglianza, ma anche attraverso la rivalorizzazione di reti già presenti (con una bonifica capitalizzazione degli investimenti) e operanti spesso con limitata efficacia (bassa qualità dei prodotti, errate installazioni/configurazioni, limitata manutenzione) e soprattutto difficoltà di un utilizzo preventivo, più che forense, del sistema di video sorveglianza. È cioè possibile intervenire almeno su tre elementi cruciali della filiera di comando e controllo del sistema dedicato alla sorveglianza cittadina di vie, piazze, parchi:

  • Aggiungendo “intelligenza video”, attraverso l’adozione di algoritmi software in grado di verificare in tempo reale comportamenti di persone (correre dove normalmente si cammina, saltare in prossimità di aree recintate, sostare in assembramenti dove normalmente la “densità” e la numerosità di persone è invece ridotta, e di mezzi (es. autoveicoli che procedono a velocità elevata o in direzioni/percorsi non consentiti);
  • Implementando e integrando soluzioni di “intelligenza audio” che attraverso la campionatura e l’apprendimento dal campo siano in grado di definire soglie di “normalità” identificando in modo preciso (quindi non solamente l’audio detection, ma la recognition) variazioni la cui ripetitività e correlazione evidenzi l’insorgere di un comportamento anomalo (es. grida, sparo, rottura di cristalli, caduta di utensili, avviamento di una motrice, etc.)
  • Realizzando (anche in forma partecipativa di più Comuni) Centrali di monitoraggio della sicurezza oppure appoggiandosi a Security Operation Center già attivi sul territorio - in prossimità e non - in grado di assicurare un monitoraggio continuativo, attraverso sistemi più evoluti di sorveglianza cognitiva e un intervento tempestivo in caso di reali allarmi e manifestazione di rischio per la cittadinanza, oltre che supporto forense (disponibilità di dati, immagini, informazioni) in caso di eventi già accaduti, velocizzando anche l’attività investigativa attraverso soluzioni di ricerca rapida e correlazione di immagini.