In un mondo "data driven", la sostenibilità aziendale passa anche dal tema della Data Responsibility, cioè attraverso il tema della gestione sana, etica e sicura dei miliardi di dati che le aziende possiedono e che possono avere un impatto forte sulla libertà e i diritti dei singoli e delle comunità. 

Recentemente Tim Cook ha parlato di Internet e delle società data driven come di “un complesso industriale” che sta sfuggendo completamente dal controllo sociale ed economico e che rischia di avere impatti inaspettati e devastanti sulle società digitalizzate arrivando a chiedere per gli USA una legge privacy simile al GDPR.

Da questo punto di vista, gestire in modo sicuro e in ottica privacy compliant i dati che le aziende posseggono, consente alle aziende di fare molto anche dal punto di vista della responsabilità sociale.

Non solo: la responsabilità sociale significa anche supporto, trasparenza e condivisione di know-how. La massa di dati e informazioni quotidianamente trattati dalle aziende e dagli enti pubblici, la continua generazione di conoscenza e analisi che ne scaturisce può opportunamente essere messa, quando possibile e quando utile, a disposizione degli stakeholders economici e sociali che possono - a partire da questo know how - creare valore aggiunto per le comunità di appartenenza. 

È il concetto di Data Philantropy che unisce in uno sforzo comune le più grandi realtà multinazionali mondiali nella creazione, ad esempio, di un database con le informazioni utili per la gestione di un disastro naturale e per la segnalazione continua di eventi potenzialmente catastrofici, partendo dal know how acquisito nella gestione del disastro di Haiti.

Data Privacy & Security, Data Responsibility e Data Sharing attraverso piattaforme aperte e funzionali alla condivisione di buone pratiche, statistiche e analisi predittive di utilità sociale: anche questo posiziona aziende e governi nel futuro della digitalizzazione.