Nelle settimane scorse si è tenuta la XXXV Assemblea Annuale Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), dove ho avuto modo di interagire con molti sindaci italiani. Interessante come il problema della sicurezza sia uno dei temi su cui si siano impegnati e focalizzati.

Grazie al decreto sicurezza a cui hanno acceduto, molti comuni sono riusciti ad aggiornare, ampliare e realizzare impianti con nuove tecnologie per la videosorveglianza e per monitorare al meglio il territorio.

Una preoccupazione rilevata, soprattutto per i piccoli comuni, è la percezione che tali impianti (purtroppo per mancanza di risorse) diventino un sistema di archiviazione immagini utili solo a recuperare i filmati a fronte di infrazioni, mentre la reale necessità è un monitoraggio H24, che a fronte di alcuni input possano innescare l'intervento delle Forze dell'Ordine.

Questo è lo scatto in cui la tecnologia e un servizio di monitoraggio devono fondersi, aiutando e soddisfando l'esigenza dei sindaci. 

Come farlo nel concreto?

Il primo passo è sicuramente quello di rendere gli impianti video intelligenti con l'ausilio dell'analisi video, pensata e costruita su ogni singola esigenza dei comuni.

Il secondo è quello di inserire nuovi device in grado di ricevere input dal mondo esterno e convertirli in allarmi in modo da allertare le F.O. e aumentare così l'efficacia degli impianti.

Tutto può essere monitorato da un Security Operation Center attivo H24, 365 giorni l'anno in grado di aiutare e supportare in modo concreto l'attività svolta delle Forze dell'Ordine.

Questa simbiosi di attività tra F.O. e gli istituti di vigilanza può aiutare i comuni a monitorare e sorvegliare meglio il territorio e renderlo più sicuro.

In quest'ottica, un buon inizio fu il progetto Mille Occhi sulle Città, come cita il Protocollo d'intesa “Mille Occhi sulle Città" del 2010: rilevata la necessità di realizzare la massima collaborazione tra le Autorità di Pubblica Sicurezza, le Forze di Polizia dello Stato, la Polizia Locale e gli Istituti di Vigilanza Privata, cui è demandato, ai sensi dell'art. 256-bis del Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635 (Regolamento per l'esecuzione del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza) e successive modificazioni, lo svolgimento dei servizi di "sicurezza complementare", nei limiti fissati dalle disposizioni del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni.

Un bel traguardo sarebbe una interazione reale grazie agli impianti tecnologici con il Security Operation Center.